Beach Advisor: il format che giudica i tornei
Abbiamo giocato un numero imbarazzante di tornei.
Quelli super top, con un’organizzazione chirurgica, campi perfetti e orari svizzeri — tipo la Beach Volley Marathon, dove capisci subito che sì, esiste un livello superiore.
E poi i tornei all’opposto:
organizzati da gruppi di amici, poche risorse, tanta passione, magari un campo solo… ma un clima che ti fa venir voglia di tornare.
Nel mezzo?
Di tutto.
Tornei pagati a peso d’oro senza un perché, e altri dove era tutto gratis e sembrava di vivere un sogno collettivo (peccato solo che il format non esistesse ancora).
Dopo anni così, una domanda era inevitabile:
ma perché non raccontarlo?
Non per fare i giudici supremi.
Ma per dire la nostra. Con onestà. E un filo di sana ironia.
Così nasce Beach Advisor.
Cos’è davvero Beach Advisor (e cosa non è)
Beach Advisor è un format di valutazione dei tornei di beach volley amatoriali, basato solo ed esclusivamente sulla nostra esperienza diretta.
Non è:
una classifica ufficiale,
una sentenza definitiva,
una verità universale.
È un punto di vista. Il nostro.
Quello di chi partecipa, gioca, aspetta, sbuffa, si diverte… e spesso non arriva nemmeno troppo avanti nel torneo.
Le 5 categorie sacre del beacher
Ogni torneo viene valutato secondo 5 categorie fondamentali, quelle che — ammettiamolo — ogni giocatore commenta mentre torna a casa:
⏱️ Organizzazione & Timing
Perché finire alle due di notte non ti rende più forte, ti rende solo più stanco.
🏖️ Sabbia & Campi
La qualità tecnica prima di tutto. Se la sabbia è un problema, il torneo parte già in salita.
🚿 Spogliatoi & Servizi
Il sacro diritto alla doccia calda.
Non chiediamo una spa, ma quasi.
⚖️ Formula & Prezzo
Quanto pago, quanto gioco, cosa mi porto a casa.
Il famoso value for money.
🏆 Premiazioni
Per alcuni un mistero.
Per altri una delusione.
Per noi spesso… un’esperienza indiretta.
Regola d’oro:
niente favoritismi.
Se usciamo ai gironi e le premiazioni non le vediamo nemmeno sui social → voto N.D.
Meglio onesti che fantasiosi.
Organizziamo tornei? Sì. Uno solo all’anno.
Altro punto fondamentale: anche noi organizziamo tornei.
Ma uno solo all’anno.
Perché farne uno è già abbastanza per capire che:
è complicato,
è stancante,
è pieno di imprevisti,
ed è impossibile accontentare tutti.
Proprio per questo sappiamo cosa c’è dietro.
E quando valutiamo un torneo teniamo sempre conto di chi lo organizza:
una scuola strutturata,
oppure un gruppo di amici che lo fa più per passione che per lavoro.
Il contesto conta. Sempre.
Reel, copy e tempi stretti: respiriamo prima di indignarci
Altro punto da chiarire:
un reel dura pochi secondi.
In quel tempo possiamo solo:
mostrare gli highlight,
sintetizzare,
semplificare (per forza di cose).
Vale lo stesso per il copy:
non è un saggio, è un riassunto.
Se dopo 3 secondi di video scatta l’indignazione,
forse conviene fermarsi un attimo e guardare il quadro completo.
Beach Advisor non si giudica da una frase isolata,
né da un voto letto di corsa mentre si scrolla.
Se qualcosa non convince o non è chiaro, parliamone. Civilmente.
Il confronto è parte del gioco.
Un voto basso non è una bocciatura
Beach Advisor non nasce per dire “non andateci”.
Anzi, spesso succede il contrario:
qualcuno può decidere di partecipare a un torneo proprio dopo aver visto la nostra recensione, anche con voti non altissimi.
Perché magari:
cerca un ambiente più easy,
vuole giocare ma non troppo,
sa già cosa aspettarsi.
In questo mondo, davvero, tutto è possibile.
Il valore del feedback (quello vero)
Nel nostro torneo raccogliamo sempre feedback post-evento.
Perché secondo noi è lì che succede la magia.
Durante la giornata sembra spesso che vada tutto bene.
Ma poi, a freddo, chi ha partecipato ti dice cose preziose.
Spesso non sono rivoluzioni epocali, ma piccoli dettagli:
un orario da sistemare,
una comunicazione più chiara,
una gestione migliore delle pause.
Cose che, se migliorate, possono svoltare un torneo
e farti trovare il doppio degli iscritti a quello dopo.
Un po’ Tripadvisor
Beach Advisor si ispira apertamente a Tripadvisor:
recensioni personali, opinioni diverse, esperienze soggettive.
E una cosa che apprezziamo tantissimo è questa:
👉 la capacità degli organizzatori di rispondere con eleganza, senza prendersela sul personale.
Perché una recensione non è un attacco.
È un dialogo.
E spesso anche un’opportunità.
In conclusione: parliamone (senza prenderci troppo sul serio)
Beach Advisor non vuole distruggere nulla.
Vuole:
stimolare confronto,
raccontare esperienze reali,
dare un punto di vista da chi gioca,
migliorare, tutti, un po’.
Se poi fa discutere…
probabilmente sta funzionando.
P.S.
Non picchiate la voce narrante, che poi piange.
99 volte su 100 non sa nemmeno di cosa stia parlando: legge, interpreta, è costretta.
Il giudizio vero è frutto di un’attentissima giuria tecnica.
💬 E tu?
Cosa ti fa andare fuori di testa in un torneo? Raccontalo… Beach Advisor non morde (quasi) 😏